IPOTESI SULLA DATA RELATIVA

ALL’EDIFICAZIONE DELLA CAPPELLA DI SANT’ERIM

Alpi Liguri

 


 

 

Le ricerche, fino ad oggi fatte, per identificare la data relativa all’edificazione della cappella di Sant’Erim, in Terra Brigasca nella Valle dei Maestri, hanno portato solo a risultati stimati per approssimazione. Da supporti cartacei trovati da don Antonio Allaria è accertato che il 3 giugno 1519 il prevosto Lascaris di Briga fonda la “Compagnia dei Pastori”, nell’occasione dell’inaugurazione della Cappella di Sant’Erasmo posta dentro la chiesa di San Martino di Briga. Nelle relazioni relative alle “Visite Pastorali” del Vescovo Giustiniani del 1748 vengono elencate le chiese, gli oratori le cappelle sottoposte alla giurisdizione di Briga e tra queste viene menzionata una cappella: “un costrutto di piccole dimensioni denominata la ”Bandita dei Maestri” Don Allaria, nel piccolo volume “La Cappella delle Alpi” precisa che: <<La cappella, inizialmente fu un costrutto con copertura a covoni di segale con una porta .Costrutto abbattuto durante gli scontri armati e riedificato una seconda volta al termine del 1639 dalla “Compagnia dei Pastori” e in tale circostanza si fecero ritocchi nei muri perimetrali e il tetto fu coperto con pesanti lose>>. In avvenire la Compagnia ne affermerà la diretta proprietà e sarà amministrata da un “priore pro tempore”.
Nel 1907 il CAI di Genova prese in affitto una porzione del locale già adibito a canonica (costruzione ubicata nelle vicinanze della cappella) per uso “rifugio alpino”. La corrispondenza, relativa alla concessione, è firmata dal Priore della Compagnia dei Pastori di Sant’Elmo di Briga e precisamente dal pastore Lanteri Francesco.
Ritornando all’ipotesi sulla data di edificazione dell’immobile è interessante fissare almeno una data in cui la cappella non poteva essere ancora edificata Nel Medioevo le chiesette o cappelle alpine, in genere, venivano progettate secondo crismi che dovevano rispettare alcuni canoni dettati dall’ambiente ecclesiastico. Gli studi archeologici c’informano che l’edificazione dei templi, sia pagani che di religioni più moderne - ebraiche, islamiche e cristiane - seguivano precisi orientamenti astronomici.
Lo studioso Adriano Gasparri, nel suo volume “Astronomia e geometria nelle antiche chiese alpine- ediz Priuli e Verlucca - 2000“ dice di aver analizzato alcune centinaia di chiese antiche in un periodo storico che va dalla prima cristianità (III sec. d. C.) fino alla fine del Medioevo (1492 scoperta dell’America). Da detti studi ha tratto la conclusione che fino al 1500 le procedure di orientamento dei luoghi di culto erano impostate secondo “orientamenti archeo-astronomici come lo erano gli antichi luoghi di culto dedicati alle Divinità pagane. Gli assi longitudinali degli edifici erano orientati - in linea di massima- secondo una direzione cosmica tracciata dalla “levata e tramonto del sole” che a seconda della stagione cambiava direzione.
Lo studioso Gasparri ha notato che i luoghi sacri, edificati prima del 1500, avevano i loro assi longitudinali che ben difficilmente seguivano la linea est –ovest e così scrive: «Dal 1500 in poi le chiese vennero orientate secondo le direzioni cardinali magnetiche ed è facile evidenziare errori di orientazione che oggi, con la bussola, è possibile rilevare Il 1500 stabilisce la fine dell’epoca in cui le orientazioni erano guidate dalle osservazioni astronomiche in quanto questo è il periodo in cui l’uso della bussola, noto ormai da circa tre secoli nel campo della navigazione, entra a far parte del bagaglio operativo degli architetti e muratori esecutori delle opere».
La Chiesa capì l’importanza e adottò per le proprie opere, ben presto, l’orientamento con la bussola. La cappella di Sant’Erim, da controlli accurati, risulta avere l’asse longitudinale dell’edificio perfettamente allineato alla linea Equinoziale (Est-Ovest). Questo ci porta a pensare che l’edificio sia stato progettato ed eseguito non prima del 1500.

Luciano Frassoni