Panorama

                                                       

                                                                    

                                                              

               Ruderi del castello dei signori di Briga  (secoli XIV-XV)

                                           (foto di Carlo Lanteri)

 

       

     

       Sovrapporta in pietra scolpita con lo stemma dei Lascaris  (sec. XVI)

                                                              (foto di Carlo Lanteri)

 

       

                   

                      Sovrapporta in pietra scolpita con Agnus Dei  (1477)

                                                            (foto di Carlo Lanteri)

 

 

                

     

        Case con portici medievali e decorazioni a trompe-l'oil ottocentesche

                                            (foto di Carlo Lanteri)

 

                 

                     

                       Caratteristico vicolo con case e archi in pietra

                                                           (foto di Carlo Lanteri)

 

                

                           Fontana sotto i portici lungo il Rio Secco 

                                            (foto di Carlo Lanteri)

 

                

                                    

                                        La collegiata di San Martino

                                              (foto di Carlo Lanteri)

 

                

                 

                 L' Oratorio della Confraternita dell' Assunta (sec. XVII)

                                              (foto di Carlo Lanteri)

 

                

                

 

 

 

                 

 

 

 

 

 

 

LA  BRIGUE

(Ra Briga)

di C. Lanteri

 

 

 

Posizione

 

Sorge in territorio francese, in Alta Valle Roya, adagiata in un pianoro lungo il torrente "Levenza",  a 770 metri di altitudine sul livello del mare. Nel centro dell'abitato scorre, dividendolo in due, il "Rio Secco", un torrentello normalmente sprovvisto di acqua (come indica il nome), che si ingrossa in occasione di piogge abbondanti. Il paese si raggiunge comodamente da Ventimiglia (Im) o da Cuneo, percorrendo la Statale n. 20 del Colle di Tenda e poi la Route Départementale 6204, abbandonandola all'altezza dell'abitato di Saint Dalmas de Tende, per svoltare a destra, nella valletta laterale del Levenza.

A La Brigue si può arrivare anche da Triora (Im), in Alta Valle Argentina, percorrendo la "Via dell'Amicizia" o attraverso la linea ferroviaria Ventimiglia-Cuneo, ristrutturata nel decennio 1980-1990.

Il territorio del Comune di La Brigue, sebbene molto meno esteso di un tempo, si estende fino al confine con l’Italia.

 

Dati amministrativi

 

Fino al 16 Settembre 1947 La Brigue è appartenuta all'Italia con il nome di Briga Marittima (Regione Piemonte, Provincia di Cuneo). A quella data, in seguito al Trattato di Parigi, è stata ceduta alla Francia e costituisce, da allora, un Comune insieme alla frazione di Morignolo. Fa parte del "Département des Alpes- Maritimes", Regione Provence-Alpes-Côte d'Azur, Arrondissement de Nice.

 

 

Abitanti

 

Gli abitanti di La Brigue prendono in Brigasco il nome di Brigašchi. Si può pensare che la punta massima della popolazione di La Brigue si sia toccata in epoca medievale (settemila persone circa). Dai documenti dell'epoca, risulta una  sensibile contrazione degli abitanti in seguito alla peste che afflisse il paese tra Cinque e Seicento (un censimento del 1590 registra 2119 abitanti). Nella seconda metà del Seicento, se ne registrano intorno ai 2050. Ai primi dell'Ottocento, salgono a 2400, per scendere sotto le 1000 unità nel corso del primo cinquantennio del Novecento. Dagli anni Sessanta ad oggi, il numero dei Brigaschi non ha conosciuto drastiche variazioni: nel 1962, i residenti erano 687; nel 1975, 473; all'ultimo censimento della popolazione (2006), risultavano 665 e nel 2008, 633. Oggi il numero dei residenti si riduce in Inverno, mentre in estate aumenta sensibilmente, dato che la località è molto frequentata da turisti e proprietari di seconde case, oriundi Brigaschi o provenienti dalle vicine località della Costa Francese o anche della Riviera Ligure di Ponente. La Brigue è frequentata pure dagli amanti della montagna come punto di partenza per interessanti escursioni ed arrampicate; infatti, pur non essendo situata ad un'altitudine elevata, si trova in prossimità di alcune cime che superano i 2000 metri, come il Saccarello, il Marguareis ed il Bertrand.

 

Origini

 

Le origini di La Brigue si perdono nel tempo. Il toponimo sembra derivare da un termine celtico col significato di "monte" o "altura". Già nel secolo X risulta compresa nella Contea di Ventimiglia, citata in un documento che elenca i diritti della sua Comunità.

Situata nel Contado di Nizza, fu sede nel Medioevo di un ramo della potente famiglia dei Lascaris di Ventimiglia, i Lascaris di Briga (di cui rimangono importanti vestigia del castello).

Per secoli, a partire dal Medioevo, La Brigue diventa la capitale di un piccolo popolo, caratterizzato da un’economia di tipo agro-silvo-pastorale, la cui floridezza deriva in massima parte dall’allevamento ovino che incrementa il commercio dei prodotti caseari e della lana (a questa attività è probabilmente da collegare la presenza a La Brigue di una comunità di commercianti Ebrei, ricordata dalla tuttora esistente “Rue du ghetto”). Il paese gode di diversi privilegi e fin dal 1337 i Signori di Briga vedono di molto limitata la propria autorità da Convenzioni statutarie con la Comunità, rappresentata da un Parlamento composto di tutti i capifamiglia. Dopo essere appartenuta ai Conti di Provenza nel 1388, La Brigue passò successivamente ai Savoia (1406). Il secolo XV costituisce forse il momento più felice della vita economica ed artistica del paese: lo testimoniano esemplarmente, ancor oggi, la fabbrica della Parrocchiale di San Martino e i numerosi sovrapporta in pietra scolpiti di abitazioni private. A partire dal secolo XVI può essere datata l'espansione brigasca al di là dello spartiacque che segna l'attuale confine fra Italia e Francia, alla ricerca di nuovi pascoli e nuovi terreni da coltivare. Hanno così avuto origine gli insediamenti, stagionali prima e stabili poi, dei "maṡàgi", divenuti nel tempo frazioni del capoluogo.

A partire dal Seicento, però, la florida economia di La Brigue incomincia lentamente a declinare, principalmente a causa dei debiti contratti per le controversie con i Comuni limitrofi. Per rimborsare i creditori, infatti, la Comunità di Briga progressivamente cede loro i propri diritti di pascolo. Si tratta dell’istituto delle cosiddette “bandite”, che daranno origine al degrado dei prati di alto pascolo. I beneficiari di questi diritti di “bandita” prendono a praticare uno sfruttamento troppo intensivo dei pascoli al fine di rendere stabili e definitive le proprie acquisizioni, sapendo che quando l’erba venisse a mancare, i Brigaschi dovrebbero fornire loro il foraggio. Appartenuta per lungo tempo alla Contea di Nizza, La Brigue fu in seguito provenzale, savoiarda, francese e piemontese. Quando nel  1860, in seguito al Trattato di Torino, la Contea di Nizza divenne francese, solo i Comuni di La Brigue e di Tende rimasero italiani, dichiarati "territori di caccia personale del re". Il 16 Settembre 1947, il Trattato di Parigi li annetteva alla Francia e un plebiscito del 12 Ottobre 1947 confermava l'annessione. Solo le frazioni al di là dello spartiacque che segna il confine rimanevano italiane: Realdo, Piaggia, Upega e Carnino.

 

Tipologia dell'abitato

 

L'insediamento di La Brigue, classificato "centro monumentale", costituisce un esempio di villaggio di impianto medievale piuttosto ben conservato, organizzato lungo strade interne più ampie "carée", collegate tra loro da stretti vicoli  caratterizzati da archetti che uniscono le varie abitazioni, da passaggi voltati e da slarghi a mo' di cortiletti, intorno ai quali si dispongono diverse case. L'abitato, allineato lungo l'argine sinistro del Levenza, ne segue l'andamento, assumendo la forma di un agglomerato allungato concluso dalla Parrocchiale di San Martino, affiancata dall' omonima Piazza. Sovrastano l'abitato i resti del castello dei Conti Lascaris di Briga. Lungo il Rio Secco, sono da notare caratteristiche case porticate. In diversi punti dell'abitato esistono piccole fontane monumentali. Lungo le vie interne dell'abitato, sono specialmente notevoli le case di origine medievale, spesso modificate nel corso dei secoli, che presentano al pian terreno vani di diversa grandezza, originariamente destinati a stalla o più spesso a bottega. I locali di abitazione vera e propria, invece, si articolano sui due o tre piani superiori, serviti quasi sempre da una scala interna che ha accesso dalla strada pubblica attraverso un ingresso che in moltissimi casi presenta stipiti e sovrapporta monumentali in pietra locale scolpita a bassorilievo. Questi sovrapporta, diversi per ornamentazione e soggetti decorativi, costituiscono la caratteristica più notevole dell'agglomerato urbano e coprono un arco di tempo di circa sei secoli, dal Medioevo fino ai primi del Novecento. In diversi casi, l'accesso ai piani superiori avviene attraverso una scala esterna in muratura, dotata di un ballatoio a sporto che costituisce la copertura dell'ingresso della stalla o della bottega sottostanti. Molto frequenti sono i terrazzi in legno, articolati anche su diversi piani. A partire dalla seconda metà dell'Ottocento, fanno la loro comparsa a La Brigue le facciate dipinte: ne esistono ancora alcuni interessanti esemplari, oggi restaurati. Oltre che dagli edifici medievali, l'impronta monumentale che il paese conserva, deriva anche dalla presenza di una serie di edifici religiosi, architettonicamente ed artisticamente rilevanti, di epoca barocca, ubicati in diversi punti dell'abitato. Al di là del Levenza, di fronte al nucleo urbano, permane una zona già anticamente coltivata a orti e alberi da frutto. Più in alto, oggi abbandonate, esistevano intense coltivazioni di vite, ancora individuabili per la presenza dei terrazzamenti con muri di sostegno in pietra.

 

Da vedere

 

Nel centro abitato

Molti sono i punti caratteristici  e i monumenti artisticamente rilevanti, primo fra tutti la

Chiesa Collegiata di San Martino.

E' una costruzione in stile romanico-gotico, risultato di un rifacimento tardomedievale di una chiesa precedente alla quale potrebbe appartenere il portale laterale datato 1234. Notevole è il portale rinascimentale sulla facciata, in pietra scolpita, datato 1501. Il massiccio campanile è un bell'esempio di torre campanaria del secolo XV  in stile romanico-gotico attardato, dotata di monofore e bifore e di una slanciata cuspide esagonale completata alla base da quattro pinnacoli. L' interno, a pianta basilicale a tre navate, conserva chiaramente le strutture medievali, seppur nascoste sotto ristrutturazioni e ridecorazioni di epoche successive. La navata centrale si conclude con un presbiterio poligonale. Agli altari della chiesa si ammirano pregevoli opere pittoriche, segnatamente alcune tavole della prima metà del secolo XVI e alcune tele dei secoli XVII e XVIII:

-trittico della Madonna della Neve tra i Santi Nicola da Bari e Luigi di Tolosa, di Sebastiano Fuseri (1507)

-tavola della Crocifissione, scuola dei Brea (1510 c.ca)

-trittico di Santa Marta tra i Santi Lazzaro e Maria Maddalena (1530)

-tavola con l'Assunzione di Maria, scuola dei Brea (1540 c.ca)

-Natività, attribuita a Luigi Brea (1514)

-tavola del Martirio di Sant'Erasmo (1520 c.ca) 

-tela di San Michele (nella cappella della corporazione dei pastori, di cui è il protettore); nella stessa cappella è allogata una piccola tela raffigurante Sant' Erasmo, anch'egli protettore dei pastori)

-tela dell' Immacolata Concezione tra i Santi Giuseppe, Carlo Borromeo, Sebastiano e Rocco

-4 tele nel presbiterio (Discesa dalla croce, Ultima Cena, San Martino dona il mantello al povero, Crocifissione).

Notevoli sono i due altari lignei dei secoli XVII-XVIII in capo alle navate laterali che presentano eleganti ancone scolpite e dorate, così come gli arredi lignei dell'altar maggiore.

Interessante è anche l' Organo "all'italiana", costruito dalla ditta Lingiardi di Pavia nel secolo XIX.

Oratorio della SS. Annunziata

Sede della Confraternita dei Penitenti Bianchi dell'Annunziata, risalente al secolo XVI, fu edificato nella prima metà del secolo XVIII, in stile barocco. L'interno, sulle cui pareti, entro medaglioni, sono dipinti i Miracoli di Gesù Cristo, ospita attualmente un piccolo ma significativo museo di arte sacra con interessanti esempi di arredi lignei e di paramenti liturgici. Nel presbiterio, una tela con l' Annunciazione, dei primi del secolo XVII.

Oratorio dell'Assunta

Sede della Confraternita dei "Penitenti Bianchi" (la più antica di La Brigue, risalente al secolo XIV), fu edificata nel secolo XVII e rifatta intorno alla metà del secolo XIX. E' dotata di una grandiosa facciata a due ordini sovrapposti con cornicioni e lesene, nicchie e statue, conclusa in alto da un movimentato frontone a pinnacoli laterali e provvista di un campaniletto a lato.

L’interno è ornato da decorazioni della prima metà del secolo XVIII. Nel presbiterio, tela ottocentesca dell' Assunzione.

Da notare, sulla tribuna, un organo portativo del secolo XVIII, unico esemplare del genere presente nella regione.

Cappella di San Michele

Intitolata all'Arcangelo San Michele, protettore dei pastori, è stata costruita nel secolo XVIII per la munificenza dell'Abate Spinelli di La Brigue ed è caratterizzata dall'originale impianto ottagonale.

Cappella di Sant'Antonio

Sovrapporta scolpiti

Rappresentano una delle caratteristiche più interessanti dell'intero complesso urbanistico di La Brigue. Ornano moltissime abitazioni private disposte lungo le principali strade interne ma anche intorno a cortiletti meno visibili ma non per questo meno affascinanti. Si tratta di architravi scolpiti a bassorilievo da ignoti lapicidi, in pietra locale, che coprono un arco di tempo molto esteso, dal secolo Xv fino ai primi del XIX. L'accuratezza dell'esecuzione, la varietà e la ricchezza degli elementi decorativi, denotano lo sviluppo economico ed artistico del paese già a partire dal Medioevo.

Fontane

Ve ne sono diverse, ubicate in varie zone dell'abitato e con caratteristiche differenti l'una dall'altra, alcune più antiche, altre più recenti, ma tutte caratterizzate da una certa monumentalità:

-la fontana-monumento (1915) situata sulla piazzetta antistante la Collegiata di San Martino, composta da una vasca in pietra sovrastata da un basamento che ospita il busto bronzeo dell'Abate Giacomo Spinelli. insigne benefattore di La Brigue (1630-1710);

-la fontana sotto i portici della riva destra del Rio Secco, con vasca e pilastro in pietra;

-la "funtana véya", in fondo a Rue Pastorelli, monumentale complesso, con vasca e beccucci per l'acqua in pietra scavata, risalente al secolo XVIII.

Museo (Maison du Patrimoine brigasque)

Il museo è stato creato nel Maggio 2000. Articolato in diverse sale espositive, rappresenta la memoria del paese e raccoglie buone collezioni di oggetti di uso quotidiano e dei mestieri di un tempo, ricostruzioni di scene della vita quotidiana, e documenta la storia dell'apicoltura locale. Il Museo è allogato nell'edificio, completamente restaurato, dell'Opera Pia Spinelli, storica istituzione benefica, fondata dal Abate Giacomo Spinelli (1630-1710) per dotare le "figlie povere".

La Maison du Patrimoine
26 Av du Général De Gaulle
06430 La Brigue
Tél. : 04.93.85.26.13
Apertura:

Dal 1° Giugno al 30 Settembre:
tutti i giorni, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19
Chiuso il Martedì
Aprile, Maggio e Ottobre:
Sabato, Domenica e giorni festivi
Dal 1° Novembre al 31 Marzo:
su prenotazione per i gruppi.
 

Nei dintorni

 

Ponte del Gallo (Pont dër gal)

Sorge lungo la strada che da La Brigue conduce al Santuario di Notre Dame des Fontaines. Si tratta di un ponte monumentale in pietra del secolo XV, di origine incerta. La sua posizione, assolutamente marginale rispetto all'abitato e alle sue vie di comunicazione, fa pensare che sia stato concepito più come opera monumentale o commemorativa  che come ponte di transito.

Mulino (Murin de Cianésse)

E' un antico mulino da grano ubicato lungo il torrente Levenza, sotto la strada che da La Brigue conduce al Santuario di Notre Dame des Fontaines; si tratta di un interessante complesso architettonico formato da diversi edifici in pietra ben restaurati. Di proprietà privata, non è visitabile.

Antichi apiari (Cà d'arbinée)

Si tratta di caratteristici recinti in pietra a cielo aperto, a forma di anfiteatro (con pareti alte fino a due-tre metri sui lati e fino a cinque metri sul retro), dove potevano essere collocate fino ad un centinaio di arnie.
Nei dintorni di La Brigue ne esistono 48. Costruiti con pietre a secco o legate con calce, avevano lo scopo di difendere gli alveari dai predatori e dai ladri. Le dimensioni sono variabili (da circa 7 m di lunghezza per 7 m di larghezza fino a 12 m x 12 m e oltre).
La loro datazione è variabile: dal 1575 (la più antica accertata) al secolo XIX.
Geograficamente si tratta di un fenomeno assolutamente particolare dato che, a parte nelle vicine Valli Vesubie e della Tinée,  sembra che queste costruzioni esistano in Europa solo in Spagna (Galizia e Asturie).

Piloni votivi

In tutta la zona se ne  trovano interessanti esemplari, posizionati in prossimità dei ponti, dei crocicchi o delle antiche mulattiere.

Santuario di Notre Dame des Fontaines (Madona dër Funtan)

Sorge in un ambiente incontaminato ricco di boschi e di acque, 4 Km a est dal centro abitato di La Brigue. La cappella è situata allo sbocco dell’antica strada mulattiera che, passando per il valico di Collardente, conduce in Liguria; Nel Medioevo, epoca in cui la chiesa è stata edificata, questa strada era particolarmente trafficata e percorsa da pastori, mercanti e pellegrini.

L'edificio, che all'esterno si presenta sotto una veste architettonica in stile barocco, piuttosto dimessa, fu edificato forse nel secolo XII, anche se viene menzionato per la prima volta solo in un documento del 1375. 

L'interno, ad un'unica navata, è stato rimaneggiato solo nella copertura a volta, costruita e dipinta  nel corso del secolo XVIII. Conserva diversi straordinari cicli di affreschi medievali che ne fanno un monumento unico nella zona. Tra questi, soprattutto notevole è quello che riveste le pareti laterali e la controfacciata del santuario, raffigurante scene della Passione di Cristo e il Giudizio Finale. E' opera del pittore piemontese Giovanni Canavesio che lo terminò il 12 Ottobre 1492. 

 

Piatti tipici

 

Il principale piatto tipico di La Brigue, da qui esportato in tutti gli altri centri della Terra Brigasca, è costituito dai sügéli, pasta simile alle orecchiette orecchiette pugliesi, ottenuta impastando farina di grano tenero ed acqua e  condita con formaggio pecorino e “brùs”.

 

Associazioni , attività, manifestazioni,  feste

 

L’Association Patrimoine et Traditions Brigasques è un'associazione senza fini di lucro, nata nel 1995, che si avvale della collaborazione di circa 250 soci, tutti volontari.
Si propone di salvaguardare e recuperare il patrimonio culturale ed architettonico di La Brigue, di risistemare e migliorare i siti di interesse, di organizzare ed animare manifestazioni culturali ed artistiche. Il restauro del castello Lascaris è il punto di riferimento dell'opera dell' Associazione. Dal 1996, ogni terzo fine-settimana di Luglio, promuove la "Fête Médiévale" che costituisce uno dei maggiori avvenimenti della stagione estiva in Valle Roya.

L' Associazione gestisce il Museo locale ed ha al suo attivo, tra le varie manifestazioni culturali, l'edizione di un discreto numero di volumi sulle cultura locale.

La festa patronale di San Martino Vescovo, a cui è intitolata la Collegiata, ricorre l'11 Novembre.

Ogni cinque anni, la prima Domenica di Settembre, La Brigue ospita "R' Ëncontrë ën Tèra Brigašca", festa annuale dei Brigaschi promossa ed organizzata dall'Associazione "A Vaštéra".